Taxi e politici contro Sindone e libertà?

Vergognatevi!

SiAmoTorino, SiAmoUber

Ennesima manifestazione contro UBER dei taxisti torinesi che minacciano di “bloccare l’Ostensione della Sindone” se non dovessero essere accolte le richieste di messa al bando e la chiusura di UBER. Una pretesa che viene da parte di una categoria che gode di privilegi esclusivi – e corporativi – e che impone tariffe superiori a fronte di un servizio non allo stesso livello di quello invece offerto dal possibile concorrente (UBER appunto).

Pretese urlate e minacce paventate che, con “grande sorpresa”, sono state sostenute – e non ne comprendiamo la logica –dal finto-liberale centrodestra cittadino, alla ricerca disperata di qualche voto alle prossime amministrative. Una scelta, quella dei taxisti e dei loro sostenitori politici, il Sindaco Fassino si è piegato all’arroganza di questa corporazione annunciando addirittura l’istituzione di una task force anti-abusivismo (come se non ci fossero altri problemi ben più urgenti di criminalità nella nostra città), che dimostra di non voler minimamente tenere in considerazione i singoli cittadini: dunque volontà di danneggiare i lavoratori (di UBER) e gli utenti (i cittadini).

Diciamo subito, una volta per tutte, che SiAmoTorino sta dalla parte di UBER e di tutte quelle iniziative (guarda caso nate subito dopo il lancio di UBER) volte a liberalizzare un mercato strozzato dalle corporazioni, dominato da una casta intoccabile a tutto svantaggio dei cittadini/consumatori.

A supporto della nostra convinta posizione, per fortuna – e nonostante la forte lobby contraria – giungono  i primi segnali positivi, come la sentenza del giudice di pace di Genova che apre alla libertà di scelta, sdoganando (sebbene parzialmente) il servizio offerto da UBER. Altro segnale positivo giunge dalla Commissione Europea che si muoverebbe verso una regolamentazione di UBER a livello comunitario.

Noi di SiAmoTorino capiamo le ragioni dei taxisti, persone che hanno pagato profumatamente una licenza o che si ritrovano a dover pagare un affitto a speculatori senza scrupoli.

Però ci domandiamo perché mai ciò che vale, ad esempio, per l’apertura di esercizi commerciali – le licenze dei negozi sono state abolite da anni – non possa valere in tutti gli altri servizi con immensi benefici per tutti i consumatori.

Il vero problema è che, come sempre, in questo Paese vengono difese le rendite di posizione di pochi privilegiati: forse i commercianti avevano meno peso politico? Qualcuno dei nostri governanti la considera una categoria inferiore?

Un esempio su tutti.

Nella civilissima Londra la liberalizzazione ha permesso a “chiunque, purché abbia compiuto i 21 anni, di ottenere la licenza per condurre il famoso cab”, con mediamente tre anni per superare gli esami (peraltro estremamente selettivi), verifiche penali, test medici, corsi di “bon ton” al fine di fornire un servizio migliore per i clienti e guadagni maggiori per i taxisti.

E allora proprio non capiamo perché qui, in Italia, a Torino, ci si ostini a tutti i costi nel voler mantenere un mercato chiuso, spesso inefficiente quando non adeguato nella qualità del servizio.

Se la nostra classe politica non ha nemmeno la forza di intervenire in questo settore, figuriamoci in quelli dove è davvero necessaria una ventata di deregolamentazione.

Noi siamo per un mercato aperto, con poche regole ma chiare e rispettate da tutti, per la libera concorrenza che va a vantaggio del bene comune.

Su questo binario, e con il coraggio di sostenere le nostre idee apertamente, intendiamo basare tutte le nostre proposte, così da poter davvero realizzare un’amministrazione seria ed efficiente.