Il costo sociale dell’insicurezza

Torino abbandonata alla criminalità. È un’affermazione severa, ma terribilmente reale. Prendiamo due esempi: la sicurezza del centro cittadino e quelle dei trasporti. I problemi legati alla delinquenza, fino a poco tempo fa limitati alle aree periferiche della città sono ormai giunti nel centro cittadino. I vuoti vengono presto riempiti: e il vuoto di sicurezza che caratterizza Torino oggi è stato riempito da minacce concrete subite e sofferte quotidianamente dai suoi cittadini.

Il centro è ormai come la periferie e non, purtroppo, il contrario. Chi, per esempio, si trova a camminare nei pressi della nuovissima stazione di Porta Susa in una giornata come il sabato, dedicata alla passeggiata in centro e con un maggior numero di turisti rispetto agli altri giorni, troverà ampie aree di suolo pubblico, nei pressi del palazzo della Rai, occupate abusivamente da commercianti di dubbia onestà intenti a smerciare mercanzie varie, dagli utensili agli alimentari, a vendere e somministrare bevande alcoliche e caffè caldo; il tutto ovviamente senza alcuna autorizzazione, né permesso sanitario o commerciale. E ancora, si potrà godere dello spettacolo in cui uomini e donne, per lo più dell’Est Europa, sono intenti a lordare con sozzure corporali e a urinare nelle aiuole verdi di Piazza XVIII dicembre: il tutto in bella vista di chi fa finta di non vedere. Polizia municipale? Non se ne parla. E allora provate voi a far notare la non liceità dell’atto compiuto: verrete aggrediti, prima a parole e poi con i pugni, con i calci, con i colli di bottiglia rotti, fino a farvi pentire per il vostro senso civico.

Eppure, il recente comunicato della Questura di Torino sulla diminuzione dei reati commessi nel capoluogo piemontese riporta un interessante dato pari al 13,6percento di reati in meno rispetto allo scorso anno. Nel fare quell’affermazione il neo ex-questore Longo, al termine del suo mandato per limiti di età, avrebbe però detto una mezza verità (comprensibile tenuto conto dell’opportunità politica di dimostrare i buoni risultati ottenuti) poiché si tratterebbe non di una valutazione fatta sulla base dei reati effettivamente commessi ed accertati, bensì sulle denunce esposte dai cittadini, vittime di atti predatori, violenze e furti. Ciò che invece si impone preoccupantemente in tutta la sua gravità, è che i cittadini, insicuri tanto sul piano della percezione che su quello reale, delusi e rassegnati, avrebbero invece rinunciato a rivolgersi alle forze di polizia per essere tutelati: dunque nessuna denuncia. E questo è ancora più grave, poiché la rassegnazione è l’effetto dell'allontanamento dei cittadini dalle istituzioni.

E ancora. Chi, per lavoro o per piacere, ha la necessità di prendere un treno da Torino Porta Nuova, percorrendo la tratta verso sud, per recarsi a Cuneo, passando per Carmagnola e Fossano (e ritorno), è costretto ad assistere e a subire scene “messicane”, raccapriccianti e umilianti. Stranieri, per lo più dell’Africa nera e arabi magrebini, che pretendono di viaggiare gratis – o meglio che impongono ai viaggiatori paganti di farsi carico, in quanto contribuenti, dell’onere del loro viaggio. A nulla servono le richieste dei controllori – a cui vanno tutta la nostra solidarietà e rispetto – di esibire un documento e fornire le proprie generalità, i vagoni vengono presi d'assalto, sporcati, danneggiati. I controllori insultati, i passeggeri paganti umiliati. Polizia ferroviaria: limitata nei numeri e senza efficacia d’intervento. E, impuniti, tali soggetti ottengono il loro scopo: l'imposizione della loro volontà, a dispetto del vivere civile. Sì, perché questo è: l'imposizione dell’inciviltà della violenza, l’imposizione del proprio volere a danno della collettività.

In tutto questo, Stato e autorità sono assenti, quando non volutamente impotenti. Inaccettabile per un paese civile; accettabile per la classe politica comunale, regionale e nazionale? Il treno da Ventimiglia a Torino che il lunedì di Pasquetta è stato tenuto in ostaggio, insieme a tutti i passeggeri, da un gruppo di stranieri nordafricani è la conferma di un crescente fenomeno sociale di natura criminale, non è l’eccezione. E di fronte a tale situazione sempre più allarmante, la Regione Lombardia ha scelto di impiegare sui propri treni regionali personale di sicurezza, guardie giurate, e la situazione è sensibilmente migliorata: potrebbe farlo anche il Piemonte, a fronte ovviamente di un onere maggiore in termini di spesa pubblica. Tutto ciò ha un costo, poiché la sicurezza ha un costo economico. Ma l’insicurezza ha un costo sociale molto più elevato: una città insicura, dove vengono tollerati l’inciviltà e il degrado sociale, viene danneggiata nell’economia, nei posti di lavoro, nei servizi e le conseguenze si ripercuotono sulla serenità, sulla vita quotidiana dei cittadini e sul ruolo delle stesse istituzioni.

*Claudio Bertolotti, esperto di sicurezza, terrorismo e immigrazione

Lo Spiffero: http://www.lospiffero.com/ls_ballatoio_article.php?id=2454