Per cambiare includiamo gli “esclusi”

Dopo anni di amministrazioni tutte uguali, il sistema si è come ingessato, e attorno a un’area politica dominante i partiti di opposizione di centrodestra, alla ricerca spasmodica di qualche briciola di potere, sono senza credibilità politica.

 

I risultati delle ultime elezioni amministrative ci permettono di fare alcune riflessioni sullo stato della politica piemontese e in particolar modo quella torinese. Prima di tutto dal risultato eclatante di Venaria (sconfitta del Pd dopo anni di governo della città) emerge una voglia di cambiamento che va al di là dell’appartenenza ideologica alle classiche formazioni politiche. Una città tradizionalmente di centrosinistra, ha deciso di voltare pagina delusa da anni di governo monocolore puntando su una forza nuova, che fa del cambiamento un suo punto fondamentale.

Il ragionamento rimane valido anche se si esce dalle mura della Venaria Reale e si estende al capoluogo piemontese. Dopo anni di amministrazioni tutte uguali, il sistema si è come ingessato, diventando un vero e proprio “sistema Torino” dove con un’area politica dominante, i partiti di opposizione di centrodestra, alla ricerca spasmodica di qualche briciola di potere, hanno rinunciato e distrutto la pochissima credibilità politica che ancora potevano avere (vedere i paladini della rivoluzione liberale schierati a difesa di corporazioni e categorie protette a discapito di liberalizzazioni a favore dei consumatori, fa rabbrividire tutti quelli che avevano creduto agli inizi, nel ’94, che il centrodestra avrebbe potuto cambiare veramente il Paese).

Oggi la nostra città è vittima di un consociativismo dilagante al potere con un centrodestra ormai nullo e incapace di offrire valide e credibili alternative, se non un appiattimento sempre più evidente verso una destra che di liberale ha ben poco. Attorno a questo sistema, negli anni si è creata una categoria particolare che ha beneficiato del meccanismo a discapito di tutti gli alti rimasti ai margini, gli “esclusi”. Gli “esclusi” sono gli abitanti dei quartieri periferici che hanno assistito negli anni alla creazione di zone dove legalità, sicurezza, rispetto delle regole non esistono, il tutto tollerato dalle autorità. Gli “esclusi” sono quelli che pur arrivando primi nelle graduatorie poi si vedono scavalcati da persone “più adatte”, quelli che non hanno amici in grado di sistemarli in qualche azienda pubblica, quelli senza tessere di partito, le aziende che non lavorano perché non fanno parte del gruppo amico del potente di turno, quelli che non appartengono a categorie protette da politici miopi in cerca di voti facili, in una parola tutti quelli che non sono collegati o non rientrano negli interessi di quelli che muovono le fila dell’amministrazione comunale.

Noi di SiAmoTorino vogliamo includere gli “esclusi”, solo così, con una ventata di aria nuova si potrà dar vita al cambiamento di cui questa città ha un enorme bisogno.

(articolo di Guglielmo Del Pero di SiAmo Torino per Lo Spiffero)